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Attualità, Home — 13 ottobre 2016 alle 15:47

IMPERIA. BOTTE, COLTELLO ALLA GOLA E MINACCE DI MORTE ALLA MOGLIE, 39ENNE CONDANNATO A 3 ANNI E 6 MESI DI CARCERE/LA STORIA

 

Tre anni e quattro mesi di carcere. Questa la condanna inflitta dal giudice Domenico Varalli a
un 39enne imperiese, accusato di maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale

 

di Redazione

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Tre anni e quattro mesi di carcere. Questa la condanna inflitta dal giudice Domenico Varalli a un 39enne imperiese, accusato di maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale. 

Nel corso dell’udienza tenutasi questa mattina in Tribunale a Imperia, il Pubblico ministero e l’avvocato difensore Eva Rocca hanno ricostruito una storia fatta di anni (dal 2007 al 2012) di minacce di morte, vessazioni e violenze da parte dell’imputato nei confronti della moglie (il tutto davanti al figlio piccolo)che, esasperata, si era rivolta nel 2012 al Centro Antiviolenza di Imperia per chiedere aiuto.

Due in particolare gli episodi più gravi contestati al 39enne, difeso dall’avvocato Erminio Annoni. Un calcio alla moglie, poco dopo il parto, e un coltello puntato alla gola. “Ti sgozzo” aveva urlato l’imputato alla moglie, ha raccontato in aula il legale Eva Rocca.

Nel 2012, infine, proprio sotto Natale, un’altra violenta lite e l’intervento dei Carabinieri, a loro volta minacciati dal 39enne con una pistola giocattolo. 

Oltre alla pena di 3 anni e 6 mesi di carcere (10 mesi per la resistenza a pubblico ufficiale e 2 anni e 6 mesi per i maltrattamenti in famiglia), il giudice Varalli ha anche condannato l’imputato a un risarcimento danni alla moglie pari a 25 mila euro.

“Sono molto soddisfatta dell’esito di questo processo – ha dichiarato a ImperiaPost l’avvocato Eva Rocca –  Spero che possa essere per le donne vittime di violenza un monito a difendersi e a denunciare vessazioni e soprusi”.

L’avvocato Erminio Annoni ha già annunciato di voler presentare appello contro la sentenza di condanna. 

 Una storia di vessazioni e continui episodi di soggezione iniziata nel 2007 e andata avanti fino al 2012.

Lei, senza lavoro dopo la nascita del figlioletto ed aveva come unico sostegno economico il lavoro del marito, terrorizzata si era rivolta anche al centro antiviolenza prima di Savona e poi di Imperia. Aveva sostenuto ben diciassette sedute psicologiche proprio perchè turbata dalle violenze. Era stata costretta a subire violenza sessuale e nuove umiliazioni. La sera di Natale 2012 la donna era stata nuovamente minacciata tanto che era stata avvertita la polizia.


 

| venerdì 14 ottobre 2016, 10:10

Penelope Liguria: un aiuto ai familiari di persone scomparse

 

 

L’associazione garantisce ogni tipo di supporto, da quello burocratico a quello personale, grazie alla collaborazione di avvocati e psicologi

 

In Liguria, purtroppo, i casi di persone scomparse contano una frequenza inquietante e i più recenti fatti di cronaca hanno portato alla ribalta ancora una volta questo drammatico problema.

Nella nostra regione, però, esiste da circa un anno un’associazione di volontariato che si occupa di garantire ogni forma di assistenza alle famiglie dei dispersi. Si tratta dell’emanazione ligure di un circuito che nel tempo ha preso forma in tutta l’Italia e si chiama Penelope Liguria.

Abbiamo raggiunto telefonicamente l’avvocato Eva Rocca, presidentessa dell’associazione, per conoscere gli aspetti tecnici e pratici di questa importante realtà.

Partiamo dalla storia: come e quando nasce Penelope Liguria?

"La nostra associazione è nata a settembre 2015 ad Alassio e, alla prima elezione, sono stata eletta presidente io, Eva Rocca. All’interno abbiamo avvocati e una psicologa, per offrire assistenza completa a chi sta attraversando un momento così tragico e così delicato. E poi, naturalmente, per garantire sostegno e conforto, sono attivi nell’associazione molti familiari di persone scomparse, che hanno già vissuto questo percorso e possono condividere e mettere a disposizione le loro esperienze e testimonianze".

A quali importanti casi avete lavorato in questo anno di vita?

"Come dicevo, alcuni familiari di casi che seguivamo sono poi entrati a collaborare con Penelope stessa: oggi, ad esempio, ne fanno parte le figlie di Marisa Comessatti, scomparsa da Laigueglia a febbraio del 2014. Oggi stiamo lavorando al caso di Angelo Paolo Luciani, scomparso da La Spezia a settembre 2015".

Quali sono le difficoltà maggiori che incontra un’associazione come Penelope?

"Intanto dobbiamo fare i conti con molti aspetti burocratici, spesso difficili da affrontare. Come Penelope ci occupiamo di interloquire con tutti gli enti, dalla Prefettura ai Vigili del Fuoco; ma naturalmente l’aspetto più importante è il dramma in sé, questo attendere giorno per giorno senza che sembri arrivare mai la parola fine.

Poi siamo presenti in tutta Italia, quindi, per citare un esempio famoso, Penelope Italia si è costituita parte civile in casi come quello di Michele Buoniconti ed Elena Celeste in provincia di Asti, molto complesso. Comunque posso garantire che il rapporto con Comuni, Provincia, Regione c’è sempre ed è puntuale e costante, Penelope è presente nei tavoli tecnici dove agiscono Comuni, Protezione Civile e altre autorità che intervengono al momento della ricerca di persone scomparse.

In questi contesti portiamo il contributo di anni di esperienza e siamo inseriti nei protocolli di Prefetture Savona e Imperia. Ovviamente, è importante ricordarlo, l’appoggio che prestiamo è tutto a titolo gratuito".

 


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Il giallo di Marisa Comessatti torna a “Chi l’ha visto?”, la figlia Lara: “Ancora tanti dubbi sulla scomparsa”

Lara Dalla Corte non si rassegna; "A due anni dalla scomparsa di mia madre sono tanti i dubbi"

San Bartolomeo al Mare.

Si continua a sperare e a pregare e soprattutto si cerca di tenere accesi i riflettori su una storia che alimenta dubbi tra i familiari. Il caso di Marisa Comessatti, la donna scomparsa da Laigueglia nel febbraio di due anni fa e avvistata l’ultima volta in un parcheggio di un supermercato a San Bartolomeo al Mare, torna alla ribalta nazionale. “Domani – annuncia la figlia Lara Dalla Corte – il caso sarà uno dei temi trattati dalla trasmissione “Chi l’ha visto?”. Non crediamo che mia madre sia sparita nel nulla né tantomeno sia finita in un convento. Forse qualcuno sa qualcosa di lei e preferisce tacere. Ma io e mia sorella, confortati anche dall’associazione Penelope che si occupa delle persone scomparse, continueremo a cercarla”.

A distanza di due anni, la situazione è rimasta immutata: a parte qualche messaggio di solidarietà e di vicinanza alla famiglia della sessantunenne laiguegliese non sono arrivate segnalazioni. “E’ tutto davvero molto strano, ma non ci diamo pace. Mia madre non può essere sparita nel nulla”, continua Lara Dalla Corte che continua a scavare a ritroso per fare luce su una vicenda davvero misteriosa.

In due anni sono state fatte più ipotesi: la donna, la cui presenza è stata segnalata per l’ultima volta in un parcheggio di San Bartolomeo al Mare, potrebbe essersi allontanata volontariamente o forse costretta o convinta da qualche persona che conosceva bene. “Solo ipotesi e supposizioni, ma nulla di più – dice ancora Lara Dalla Corte – cerchiamo sempre delle conferme, perché le mezze verità non servono e alimentano solo confusione”.

Tra l’altro Lara Dalla Corte conferma che è in fase di allestimento la pagina di Facebook dell’associazione Penelope che in Liguria è rappresentata dall’avvocato Eva Rocca. “E’ un importante punto di riferimento per tutte quelle famiglie che oggi non trovano risposte dopo l’allontanamento dei propri cari. Esiste un portale nazionale, ma presto sarà avviata anche una pagina sul principale social network. La speranza è che anche attraverso questo canale possano arrivare delle segnalazioni per Marisa così come per il carabiniere di Magliolo, l’infermiere di Murialdo e la donna di Vendone”.

Cronaca, Home — 20 settembre 2016 alle 07:20

IMPERIA. MINACCE DI MORTE E INSULTI A UNA 15ENNE SU FACEBOOK, 26ENNE CONDANNATO A 20 GIORNI DI CARCERE E 3 MILA EURO DI RISARCIMENTO/LA STORIA

 

L’avvocato Eva Rocca: “Spero che questa sentenza possa servire da deterrente in modo tale che non
si possano mai più verificare casi come quelli che ogni giorno riempiono le cronache dei giornali”

 

di Redazione
 

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“Giuro su Dio che ti ammazzo”, Come stai puttana“. Queste sono solo alcune delle gravissime minacce e ingiurie costate a un giovane imperiese, 26 anni, F.M., una condanna a 20 giorni di carcere e a un risarcimento danni di 3 mila euro. Vittima una 18enne, all’epoca dei fatti minorenne (15 anni).

La giovane, difesa dall’avvocato Eva Rocca, ha sporto denuncia subito dopo le minacce e le ingiurie pubblicate su facebook dal 26enne, con il quale c’era un rapporto di conoscenza per via di alcuni amici in comune.

Ieri mattina si è tenuto il processo davanti al giudice Domenico Varalli (Pm Alessandro Bogliolo) che, al termine della discussione (l’imputato, accusato di minacce e diffamazione, era difeso dall’avvocato Oscar Comazzetto), ha letto la sentenza di condanna, senza sospensione della pena in quanto il 26enne con precedenti penali. Al termine dell’udienza la 18enne è uscita dall’aula lasciandosi andare a un pianto liberatorio.
 

“Sono soddisfatta dell’esito del processo – commenta a ImperiaPost l’avvocato Eva Rocca – e spero che questa sentenza possa servire da deterrente in modo tale che non si possano mai più verificare casi come quelli che ogni giorno riempiono le cronache dei giornali, ultimo in ordine di tempo quello che coinvolto Tiziana Cantone. Le donne non devono avere paura di denunciare violenze di ogni genere, perché ancora oggi la giustizia ha dimostrato di essere sensibile”.

 

 

 

Imperia

Rompe tre costole alla moglie durante una lite
marito condannato a otto mesi

Il giudice Domenico Varalli
Lui, 59 anni, l’hanno condannato per lesioni gravi a 8 mesi di reclusione e al pagamento di 5 mila euro di provvisionale da versare alla vittima, ovvero la moglie, 55enne. Nonostante, nel 2006 le avesse rotto tre costole, durante una violenta lite, una delle tante che hanno contraddistinto una convivenza tormentata, la coppia vive ancora assieme. Per via delle condizioni economiche critiche i due coniugi non riescono a permettersi di pagare le spese legali per un divorzio. Una situazione che è più diffusa di quanto si pensi. Al processo davanti al giudice del Tribunale di Imperia Domenico Varalli la donna si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Eva Rocca, consulente del centro antiviolenza di Imperia ed esperta di stalking che ha seguito l’intera vicenda e non solo per quanto riguarda gli aspetti giudiziari.  

 

In tribunale a Imperia

Marito condannato a 8 mesi per lesioni nei confronti della moglie, ma i due vivono ancora insieme

Imperia - Nonostante, nel 2006, il marito manesco le avesse rotto tre costole durante una violenta lite la coppia abita ancora assieme. Per le condizioni economiche critiche, i due coniugi non riescono a permettersi di pagare le spese per un divorzio

A Imperia un uomo di 59 anni è stato condannato per lesioni aggravate a 8 mesi di reclusione e al pagamento di 5 mila euro di provvisionale da versare alla moglie, 55enne. Nonostante, nel 2006, il marito manesco le avesse rotto tre costole durante una violenta lite la coppia abita ancora assieme. Per le condizioni economiche critiche, i due coniugi non riescono a permettersi di pagare le spese per un divorzio. Al processo la donna si è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Eva Rocca, consulente del centro antiviolenza di Imperia.
Liguria Notizie

A SAN BARTOLOMEO AL MARE INCONTRO NEL POMERIGGIO “VIOLENZA SULLE DONNE, TU COSA PUOI FARE?”

23 novembre 2012 08:27
 
IMPERIA. 23 NOV. Venerdì 23 novembre a San Bartolomeo al Mare, a partire dalle 17:30 presso lo Spazio 139, si svolge un incontro dal titolo “Violenza sulle donne, tu cosa puoi fare?”.

Relatori dell’incontro “Violenza sulle donne, tu cosa puoi fare?, Aspetti organizzativi, giuridici e psicologici nell’assistenza alle donne vittime di violenza” saranno la Dott.ssa Claudia Regina (Presidente della Coop. Il colore del Grano), la sig.ra Cristina Liberati (Assistente Sociale), la Dott.ssa Eva Rocca (Avvocato), la Dott.ssa Silvia Messori (Psicologa), oltre a Maria Giacinta Neglia, Assessore alle Politiche sociali del Comune di San Bartolomeo al Mare.

Nel contempo avverrà anche la presentazione del corso di difesa personale “kraw maga”, corso mirato alla difesa personale, per acquistare maggior sicurezza, specifico per l’antiaggressione femminile.

“Dobbiamo essere disponibili ad aiutare quelle donne che non trovano la forza di denunciare la violenza, e creare una rete di solidarietà sul nostro territorio, nel nostro paese, nel nostro comprensorio, perchè una donna maltrattata non si senta più sola”. Così dichiara Maria Giacinta Neglia, Assessore alle Politiche sociali del Comune di San Bartolomeo al Mare che sostiene gli organizzatori dell’incontro organizzato alla Cooperativa “Il colore del grano”, con la collaborazione del Centro Antiviolenza, la partecipazione di KM “Kraw Maga” Ipazia (Associazione di Promozione Sportiva) e con il patrocinio del Comune di San Bartolomeo al Mare.

 

 

 

EVENTI | sabato 24 novembre 2012, 15:22

San Bartolomeo al Mare: violenza sulla donne, importante risposta di pubblico all'incontro di ieri

 

 

Sono stati approfonditi gli aspetti organizzativi, giuridici e psicologici nell'assistenza alle donne vittime di violenza. Violenza sulla donne, importante risposta di pubblico all'incontro di ieri Molte le iscrizioni al corso di difesa personale "kraw maga", che inizierà a dicembre

Altissima affluenza di pubblico ieri sera allo Spazio 139 di San Bartolomeo al Mare, per l'ìncontro "Violenza sulle donne, tu cosa puoi fare?, Aspetti organizzativi, giuridici e psicologici nell'assistenza alle donne vittime di violenza" organizzato alla Cooperativa "Il colore del grano", con la collaborazione del Centro Antiviolenza, la partecipazione di KM "Kraw Maga" Ipazia (Associazione di Promozione Sportiva) e con il patrocinio del Comune di San Bartolomeo al Mare. Relatori dell'incontro la Dott.ssa Claudia Regina (Presidente della Coop. Il colore del Grano), la sig.ra Cristina Liberati (Assistente Sociale), la Dott.ssa Eva Rocca (Avvocato), la Dott.ssa Silvia Messori (Psicologa), oltre a Maria Giacinta Neglia, Assessore alle Politiche sociali del Comune di San Bartolomeo al Mare. Molte le ragazze presenti, spesso accompagnate dalle proprie madri, molti anche i ragazzi. Partecipazione molto sentita e numerose le domande, rivolte in particolare all'Avv. Rocca e alla Dott.ssa Messori, tese in particolare a comprendere le dinamiche del conflitto all'interno della coppia.
Notevole interesse ha riscosso il corso di difesa personale "Kraw maga" (corso mirato alla difesa personale, per acquistare maggior sicurezza, specifico per l'antiaggressione femminile), moltissime le iscrizioni raccolte. Il corso inizierà nelle prime settimane di dicembre.
Più che soddisfatta l'Assessore Neglia: "Abbiamo voluto fare questo incontro a Spazio 139 che è il naturale luogo di ritrovo dei ragazzi, credo che il target sia stato centrato in pieno".